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G8 e Turchia: modi diversi di farsi del male.

Oggi inizia il G8 e in Turchia continuano le proteste, con conseguente repressione da parte del governo. Cacchio, manca solo più la lanterna poi pare di stare a Genova! Al G8 parleranno di Siria e lavoro, in Turchia non parlano e passano direttamente al manganello. E intento il mondo resta a guardare.

Bulen Arinc: la polizia turca userà tutta l’autorità di cui dispone. E magari anche un po’ di più.

Erdogan: non riconosco il Parlamento dell’Unione Europea. E nemmeno la sua popolazione, a quanto pare.

Ankara: fotografo italiano ferito e fermato. Anche il diritto di cronaca è illegale in Turchia.

G8 al via, sul tavolo Siria e lavoro. Consiglio anche un buon detersivo per togliere le macchie di sangue dalle superfici.

Oggi Letta vedrà Obama. Spero solo che non chieda consigli sulle lampade abbronzanti.

Dal G8 Barroso dice stop ai paradisi fiscali. Tipo l’Italia, dove se hai 2 soldi non serve nasconderli: basta evadere le tasse

G8, Obama esalta il processo di pace irlandese. L’ho sempre detto che la birra aiuta a distendere i nervi.

G8: Letta vede tutti i grandi. Ancora non si sa se i grandi vedranno Letta.

Turchia, usate sostanze urticanti negli idranti. Il governo promette di rimediare presto, usando la benzina.

Letta arriva dai Grandi con due parole chiave: crescita e lavoro. Anche i Grandi hanno due parole chiave: “ti” e “piacerebbe”

 

Governo Turco: lo sciopero è illegale. Anche la democrazia, a quanto pare.

 

Mamma, li turchi! 2.

Continuano le proteste in Turchia e anche la repressione violenta del governo. Insomma, protestate pure ma da casa vostra. In tutto questo chupa-dance, intervengono nientepopòdimenoche gli Stati Uniti d’America e l’Unione Europea, chiedendo a gran voce al governo turco di cercare un dialogo magari senza i manganelli e i lacrimogeni. Per non essere da meno, pure il ministro Emma Bonino decide di intervenire, auspicando la vittoria della democrazia. Ma parla dell’Italia o della Turchia?

La Farnesina al lavoro per tutelare gli italiani in Turchia. OK bravi, ma quelli in patria chi li tutela?

Bonino: non è una primavera turca, piuttosto ricorda Occupy. Ma con molto più fumo.

La polizia turca ferma e picchia tutti quelli che incontra. Non c’è mai un negozio di specchi, quando serve.

Per la Bonino l’Europa dovrebbe farsi un esame di coscienza sulla Turchia. E, magari, prendere un paio di appunti.

Erdogan: multe alle tv che trasmettono le proteste. Per non rischiare la Grecia ha fatto che chiudere la tv di stato.

USA: la Turchia rispetti i diritti. Sentirlo da una nazione che ieri spiava i propri cittadini, come dire… stona.

Bonino: Piazza Taksim non è piazza Tahrir. L’ha verificato su Google Earth.

 

Bonino: l’Italia vuole una Turchia pienamente democratica. Esprimiamo un non-voto con il porcellum e parliamo di democrazia?!?

 

Mamma, li turchi!

La Turchia è in rivolta, con (purtroppo) un pesante tributo in termini di vite umane. Tutto è partito da Istambul, città dove il premier turco Erdogan avrebbe voluto costruire un centro commerciale (del quale nessuno sentiva la mancanza) e una nuova moschea al posto di un parco pubblico: via gli alberi e giù col cemento. Ma poi la protesta è dilagata anche in altre città trasformandosi in una manifestazione contro il governo, guidato da un partito islamico, dove divieti arcaici tipo “vietato baciarsi in pubblico” non trovano il favore della popolazione più giovane. Da qui le proteste, i deliranti messaggi di Erdogan sul ruolo dei social network e i chili di semenza per il mio ScEMENZAIO.

Erdogan: non è la primavera turca. Visto come cadono i manifestanti, è più l’autunno.

Scontri in Turchia, attivista clinicamente morto. È pronto per votare Erdogan.

Turchia: il premier Erdogan punta il dito contro un “gruppo di estremisti”. Meglio noto come “governo”.

Erdogan: state calmi, rilassatevi, tutto sarà superato. Solo a me sembrano le parole di un boia?..

Turchia, a fuoco le sedi del partito del premier Erdogan. Ma non bastava un cartello “occupy”?

Erdogan ricorda al suo popolo che si può manifestare in maniera pacifica. Fatevi manganellare senza reagire, per favore.

Erdogan: l’opposizione ha provocato i miei cittadini. Mancano solo più le toghe rosse ed è pronto per far visita all’Italia.

Erdogan parte per una visita ufficiale in Marocco. Se per caso cerca una nipotina, è a Milano.

Erdogan: Twitter è minaccia per la nostra società. Ma solo perché non si possono usare lacrimogeni e idranti su un account.

Erdogan: non ho niente da dire a chi mi chiama dittatore. Mi creda, parlare da soli non è un bel segno.

 

 

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