Dove si coltivano idee storte ma ben piantate.

Articoli con tag ‘The Hashtag’

Berlusconi si fa bello…

…e le piantine dello ScEMENZAIO crescono.
Una settimana fa l’ex presidente del conSilvio ha fatto una “donazione” di 50.000 euro a una famiglia in difficoltà e, fatte le dovute proporzioni, è come uno con un reddito appena normale avesse donato 1,50 euro. Insomma, si fa bello in vista di future elezioni spendendo poco più di un caffè. Insieme agli amici di The Hashtag mi sono fatto alcune domande, lanciando in rete l’hashtag #farsibelli. Ecco le risposte:

Berlusconi si fa bello con 50.000 euro. Anch’io per quella cifra mi farei bello, con una liposuzione total body per esempio.

1) Quello di Berlusconi è un gesto di generosità o un bieco calcolo?
Berlusconi è sicuramente generoso, basti pensare che pagava le ragazze perché non si prostituissero.
Lo sanno tutti che il Cavaliere è generoso: se cercate un lavoro come stalliere, rivolgetevi a lui.
Quello di Berlusconi è un gesto generoso, non ho dubbi. Me l’ha garantito Emilio Fede.

2) Conseguenze della donazione: porterà voti o intaserà solo la casella di posta?
Pensate allo shock per quella famiglia: uno si aspetta la solita lettera sull’IMU, e invece…
Da ora in poi Berlusconi capirà cosa significa avere la posta invasa dallo spam.
Il gesto di Berlusconi porterà sicuramente dei voti. Credo che si chiami “emulazione”.

3) Anche Papa Francesco ha fatto numerose donazioni. Berlusconi punta alla carriera ecclesiastica?
Non so se mi fa più paura Berlusconi con la veste da Papa o con quella da Presidente della Repubblica.
Berlusconi è rimasto folgorato sulla via di Arcore da quando ha scoperto che per il Papa non è prevista la decadenza.
Diciamoci la verità, Francesco: non hai modo di battere il figlio del tuo principale.

4) Gli altri politici come potrebbero recuperare punti?
Renzi donerà il suo pass a una famiglia che porta i figli sempre in ritardo a scuola: le corsie preferenziali servono a questo.
Bossi donerà a una famiglia bisognosa una laurea ad ogni figlio, tanto ne ha un armadio pieno.
La Gelmini donerà a una famiglia le proprie idee: a sentir lei sono preziosissime.

5) Decidete di appellarvi a un potente: a chi? E per chiedere cosa?
Se volete appellarvi a un potente, appellatevi al più potente di tutti: Chuck Norris.
Se dovessi scrivere a un potente scriverei a Berlusconi. E, tanto per andar sul sicuro, allegherei la foto di mia sorella.
Caro Papa Francesco, ti scrivo io perché dopo i 50.000 euro di Berlusconi mi sa che non ti scriverà più nessuno.

6) Investite anche voi 1,50 euro e fate una donazione.
Farò anch’io un regalo a una famiglia numerosa: un abbonamento a Sky.
Non credo di riuscire a mantenere una famiglia con 1,50 euro, a meno che non sia una famiglia di criceti.
Aiuterò la mia famiglia contribuendo con 1,50 euro: comprerò un bel cartello con su scritto “vendesi”.

7) Vi è arrivato un assegno: come lo investite?
Se mi arrivasse un assegno da un politico cambierei immediatamente il cognome: chiamatemi “signor Svizzera”.
Se mi arrivasse un assegno da un politico per prima cosa mi accerterei di avere ancora tutti e due i reni.
Se mi arrivasse un assegno da un politico come minimo mi chiederei “chi devo uccidere?”

 

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The Hashtag e i #partitidinuovo

Vi siete persi l’ultima puntata di The Hashtag, vero? Tanquilli, ghe pensi mì! Vi linko la puntata dedicata al #partitidinuovo e vi invito a guardarmi (e a guardarci) sul canale 134 del digitale terrestre, 153 di Sky o in streaming su La3TV.

Buona visione! 🙂

Il partito è partito.

Diciamoci la verità: i partiti politici avrebbero bisogno di uno scossone, di un rinnovamento, di nuovi simboli, nuove facce, dovrebbero cercare di avvicinarsi ai giovani e proporre nuove idee e nuove innovazioni.
Tutto questo in un mondo ideale. Poi apri il giornale e leggi di uno che vuole la grazia perché se la merita, di un altro convinto che i nubifragi siano eventi rarissimi (addirittura millenari) e di cene molto poco eleganti.
Ma per fortuna c’è The Hashtag su La3TV: oggi ci siamo chiesti come potrebbe essere il partito ideale, quindi l’hashtag di oggi è #partitidinuovo.

  • Un inno rock potrebbe rinfrescare un partito. Scegliamo una canzone che li rappresenti.
    Ho sempre sognato di sentire l’inno di Forza Italia cantato dai Cannibal Corpse.
    Vista l’armonia che regna, nel PD ci vedrei bene “Welcome to the jungle” dei Guns ‘n’ roses.
    “I quit, I give up” canta Mario Monti citando Edie Brickell & New Bohemians.
  • Il PD, nell’arco degli hanno ha cambiato ben 4 volte nome e simbolo. Quale sarà il prossimo?
    I partiti ci illudono cambiando nomi e simboli, l’unica cosa che non cambiano mai sono le facce.
    L’evoluzione del PD sarà il partito TS: Torno Subito.
    Il prossimo simbolo del PD dovrebbe essere grigio: si sa che sta bene con tutto.
  • Alfano lancia il “Nuovo centrodestra”. Cos’avrà di nuovo?
    Mi aspetto grandi novità dal nuovo centrodestra di Alfano. Un guinzaglio con le paillettes, per esempio.
    Speravo che la Santanchè andasse nel nuovo centrodestra di Alfano. La novità potrebbe essere la museruola.
    Nel nuovo centrodestra il segretario verrà scelto tra i fedelissimi. Dudù è in vantaggio, è il più bravo a leccare i piedi.
  • Berlusconi, invece, punta a un ritorno agli anni 90…
    Berlusconi punta sul ritorno agli anni 90. Oltre ai capelli si farà trapiantare anche i brufoli.
    Berlusconi punta tutto sulla nostalgia: l’inno di Forza Italia sarà una mazurka.
    Con Forza Italia siamo tutti più giovani. A me, per esempio, stanno spuntando peli in posti insospettabili.
  • Renzi ha sdoganato la camicia senza cravatta, il giubbotto in pelle e i media popolari. Cosa devono fare i politici per avvicinarsi ai giovani?
    Per avvicinarsi ai giovani i politici dovrebbero mettersi in fila all’ufficio di collocamento.
    Niente cravatta e foto su media popolari, come Alessandra Mussolini su Playboy.
    Per avvicinarsi ai giovani non servono grandi sforzi: basta offrire 20 euro e un panino.
  • Suggeriamo ai politici le regole per evitare le gaffes sui social media.
    Affiancare a Brunetta uno che i film li guardi per davvero.
    Spiegare a Vendola che twitter accetta 140 caratteri e non 140 cartelle.
    Impedire a Di Pietro di scrivere, a meno che una maestra delle elementari non abbia corretto la bozza.
  • Spariamo alto e proponiamo un nuovo inno italiano
    Il nuovo inno italiano? L’ha già scritto Mozart: così fan tutte.
    Non fate suggerire dalla Lega il nuovo inno italiano, proporrebbe solo rock DURO.
    Ci vorrebbe una canzone che riassuma in pochi minuti l’essenza della nazione. Che ne dite di un rutto libero?

Non dimenticatevi di guardare la nuova puntata di The Hashtag in onda questa sera alle 21.00, parleremo di #cibodipendenza. Canale 134 del digitale terrestre, 153 di Sky o in streaming.

#cibodipendenza su The Hashtag – La3 TV

Ieri abbiamo cercato le risposte alle domande sulla dipendenza da cibo. Esiste? Cosa la fa scattare? Esiste un rimedio?
Ecco le risposte che sono nate nello ScEMENZAIO e che andranno in onda la prossima settimana su La3 TV, canale 134 del digitale terrestre o 153 di Sky.

Si dice che una persona è quello che mangia. OK, sono fregato.

A volte ho il sospetto che la #cibodipendenza sia un’invenzione della lobby dei dietologi.

La dipendenza da cibo esiste, eccome! Ed è alla base del successo della Nutella. #cibodipendenza

 

Io penso che esista anche la #cibodipendenza da #ciboditendenza, che costringe coloro che ne sono affetti a riempirsi di pesce crudo.

La mia non è proprio una dipendenza da cibo. È che la droga costa troppo. #cibodipendenza

Uso il cibo per colmare il vuoto interiore. Tecnicamente credo che si chiami “fame”. #cibodipendenza

Se fanno le merendine a forma di bambola gonfiabile, sono un uomo morto… #cibodipendenza

 

In Italia si guarisce molto in fretta dalla #cibodipendenza: è difficile riempire il frigo quando non riesci ad arrivare alla fine del mese.

La palestra non aiuta per nulla a risolvere la #cibodipendenza. Ah, bisogna anche andarci?

Volete dimagrire? Guardate un video a caso con Giuliano Ferrara. #cibodipendenza

 

Chi vive da solo non capisce che col termine “pasticcio” non s’intende “butta a caso in un piatto il contenuto del frigo”. #cibodipendenza

Se non ci fossero i surgelati, molti studenti morirebbero di fame. #cibodipendenza

Il malto è un cereale, i cereali fan bene alla salute, quindi una cena a base di birra doppio malto fa bene 2 volte. #cibodipendenza

 

I fagiolini sono molto afrodisiaci: se qualcuno li paga 80 euro al chilo ci sarà un motivo, no? #cibodipendenza

Pare che le ostriche siano afrodisiache. Mai una volta che lo siano cibi alla mia portata come, che ne so, il riso in bianco #cibodipendenza

Per migliorare l’eros consiglio linguine. Ma con l’apostrofo. #cibodipendenza

 

Colui che metterà per primo la foto di un bel gattino al forno vincerà il premio di food porner dell’anno. #cibodipendenza

Davvero esiste il food porn? Ma siete sicuri? Non trovo sto canale su youporn… #cibodipendenza

Fotografare il cibo e metterlo sul web è un po’ come dire a chi cibo non ne ha “hai visto cosa ti perdi?” #cibodipendenza

In Italia le cose vanno talmente male che ormai il cibo lo vediamo solo più in fotografia #cibodipendenza

 

Guardando “I menù di Benedetta” mi vien voglia di mangiare la Parodi. #cibodipendenza

Ancora non capisco come faccia uno scozzese ad essere uno chef, è quasi come avere un parlamentare onesto. #cibodipendenza

Guardando la Clerici mi viene un’improvvisa voglia di latte. Vai a capire il perché… #cibodipendenza

 

Comic sans. Anzi, sans comic. #filmdenoantri

Guardando le cifre che ha generato il film di Checco Zalone, vien quasi da domandarsi se abbiamo pochi comici, ma buoni, oppure se ne abbiamo troppi, ma tutt’altro che buoni.
Nella nuova puntata di The Hashtag, che andrà in onda la prossima settimana su La3TV, ci siamo chiesti se stiamo vivendo la rinascita del film italiano o del filmetto all’italiana. Ed ecco cos’è nato nello ScEMENZAIO intorno a questo tema:

1. Zalone: rinascita del film italiano, nonostante la critica lo stronchi?

  • Zalone fa della comicità demenziale il suo forte e raduna fan adoranti. E senza pagarli con 10 euro e un panino.
  • Zalone è la rivincita del film italiano. Una rivincita a tavolino per abbandono del regista.
  • Il film di Zalone incassa 20 milioni di euro dal pubblico. E 20 milioni di sberle dalla critica.

2. Capita spesso di criticare un film senza averlo mai visto…

  • Ho sempre detto che i film di Twilight sono una porcheria, ma quando li ho visti mi son dovuto ricredere: sono anche peggio.
  • Odio I film intellettuali: mi costringono a dire “Bello!”, altrimenti rischio di passare per ignorante.
  • Critico sempre i cinepanettoni ma non vado mai a vederli: rischio di esser l’unico che piange disperato in sala.

3. Cosa dovrebbero fare gli italiani per vincere un Oscar?

  • Istituiamo degli Oscar che possiamo vincere senza fatica, tipo quello per il miglior non-attore non-protagonista.
  • Il problema degli Oscar è sempre la giuria: è troppo cara!
  • Non è vero che gli italiani non vengono mai premiati, prendete Giannino: lui l’Oscar ce l’ha dalla nascita.

4. Com’è cambiata la commedia all’italiana?

  • A parte Fantozzi, chi mi sa dire quali personaggi ha interpretato Paolo Villaggio? Ehi, chi ha detto “Bersani”?
  • Ve lo ricordate Paolo Villaggio nel film “Il segreto del bosco vecchio”? No?!? Nemmeno lui.
  • La comicità di Paolo Villaggio nei film di Fantozzi si è evoluta nel tempo, diventando realtà.

5. Realtà o cinepanettone?

  • Vacanze di Natale: un attempato politico va in Svizzera con la scusa della neve, in realtà ci va per il trapianto di capelli.
  • Capodanno a Cortina: pullman di operai dell’Italsider vengono mescolati alla folla per tentare di nascondere gli evasori.
  • Vacanze a Taranto: un film che toglie il fiato!

6. Cosa insegnano i film comici italiani?

  • Per tante ragioni che tu abbia, il megadirettoregalattico ne ha sempre una in più.
  • Se nasci ragioniere, muori ragioniere. Mica credevi di arrivare alla pensione, vero?
  • Sognavo di avere una maresciallA nell’esercito, ma l’ho scambiata per un maresciallO. Per via dei baffi, credo

7. Film 3D: solo una moda?

  • Questi film 3D sono così realistici da far sembrare gli attori veri, come se sapessero recitare.
  • Fare un film in 3D è molto comodo: punti tutto sulle immagini e te ne freghi della trama, tanto nessuno se la fila
  • I film in 3D mi confondono: non so mai se sto guardando lo schermo o il vicino di poltrona

Vi invito questa sera alle 21.00 a guardare la nuova puntata dedicata dedicata a #ilmioluogocomune in compagnia di @DanteSommoPoeta@AdassaBasta@FranAltomare@azael@UomoScrivania, canale 134 del digitale terrestre, 153 di Sky o in streaming.

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