Dove si coltivano idee storte ma ben piantate.

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Principio di ugua CHE?

Forza Italia, il partito di Silvio Berlusconi, si oppone all’uguaglianza di eletti tra uomini e donne. Insomma, elezioni sì ma con chi dicono loro e tanti cari saluti alle suffragette. E tutto questo, udite udite, nel nome della meritocrazia: Berlusconi vuole mettere i meritevoli, indipendentemente dal sesso di appartenenza. Meritevoli tipo Dell’Utri, Cicchitto, Minzolini, roba di prima scelta, che credevate?
E tanto per aggiungere concime al concime (oggi le mie piantine sono parecchio affamate, dovrei ringraziare) ecco che arriva Matteo Renzi con la sua crociata contro i sindacati, sbandierando la riduzione delle tasse entro mercoledì.
Non so voi, ma io ho un deja-vu.

Ancora scontro sulle parità di genere, Francesco Paolo Sisto la definisce incostituzionale. Ha ragione, se fossimo in Iraq.

Renzi: mercoledì taglieremo le tasse di 10 miliardi. Trovo più credibile la cura del cancro.

Forza Italia non vuole la parità di genere. Cercate di capirli, il Capo mica vuole ritrovarsi Franceschini a una cena elegante.

Forte la pressione di molte deputate: questa sera lavate e stirate voi.

Facciamo un patto, Boldrini: noi non facciamo battute sessiste e voi, in cambio, non fate leggi sessiste.

Legge elettorale, non c’è intesa sulla parità di genere. Manco si candidasse Luxuria.

Renzi: il fisco non deve essere percepito come un nemico. Più come una suocera.

Le deputate si vestono di bianco per protesta. “Sembrano la mia cameriera” ha commentato Berlusconi.

Renzi: arriverà l’assegno di disoccupazione. Ma si è dimenticato di specificare quando e, soprattutto, in quale nazione.

Tante le deputate in bianco in aula alla Camera. Per distinguerle dagli uscieri.

 

Bonanni a Renzi: la cautela è d’obbligo, non spari sulla Cgil. Sarebbe vilipendio di cadavere.

Non capisco dove sia il problema di genere: “poltrona” è chiaramente unisex.

 

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Armiamoci e partite.

Ore intense come il profumo del letame dalle parti del PD. E, si sa, le piantine dello ScEMENZAIO godono a sentir la parola “letame”.
Oggi si rumoreggia di una possibile scissione nel PD, l’unico partito dove non esiste una maggioranza e una minoranza che si adegua, ma il concetto di “noi e loro”. Che, purtroppo, viene applicato solo all’interno del PD. Per mia immensa fortuna, non impareranno mai… altrimenti con cosa le concimo le piantine?

I renziani vanno all’attacco. E il PD all’arrocco.

PD: tensione alle stelle fra renziani e sinistra. È un po’ come se io litigassi con Babbo Natale.

La segreteria del PD: “Nessun rischio di scissione”. È arrivata la conferma, quindi.

 

D’Alema: sulla legge elettorale il Parlamento correggerà. La “s” è muta.

La metà dell’opera.

Nei giorni scorsi il segretario del PD ha incontrato il segretario-ombra del PD e ha concordato con questi una nuova legge elettorale che soddisfa il segretario del PD, il segretario-ombra del PD ma che non soddisfa manco per niente il PD. Questa è la sintesi di questa giornata, ove Renzi ha presentato il frutto delle elucubrazioni fatte con Berlusconi e che non piacciono al PD. Come si dice, chi ben comincia…

Visto tutto quello che c’è nella legge elettorale, siam passati dal porcellum al minestronum.

Il Modello Renzi è un modello spagnolo corretto. Sì, corretto grappa.

Renzi propone un mix del modello spagnolo e del doppio turno di coalizione. Una maionese, che basta un niente per farla impazzire.

Dopo l’incontro con Berlusconi, Renzi propone la sua legge elettorale. Che sa di tappo.

Il PD vuole le preferenze, il suo segretario invece no. Altro che uveite, questo è strabismo.

La proposta di legge elettorale di Renzi prevede ballottaggio e liste bloccate. Liste gentilmente fornite dal Regina Coeli.

Renzi prima di cercare l’accordo con Berlusconi avrebbe dovuto cercarlo con il suo antagonista: il PD.

Largo ai diversamente vecchi.

La notizia non-notizia di oggi è che la politica si sta leggermente e lentamente svecchiando. Ben (sottolineo ben) due neo-segretari di partito sono under 40, cosa che sarebbe appena normale in qualunque altra nazione, ma qui fa notizia. Renzi, infatti, è il nuovo segretario del PD, mentre Salvini ha vinto la bagarre contro Bossi e si prepara a diventare presidente del cerchio magico della Lega Nord. Che sia un nuovo inizio? O solo l’inizio della fine? Ai postumi l’ardua sentenza, noi chiniam la testa dinnanzi alle piantine appena nate nel mio ScEMENZAIO…

Cota pensa che Salvini possa fare un buon lavoro. Non vedremo mai più Cota e Salvini affiancati a parole come “pensa” e “lavoro”.

Cota: le primarie della Lega sono state un bel momento di democrazia. Ci dica, come avete superato lo shock anafilattico?

Il neo eletto Salvini dichiara che il suo prossimo bersaglio sarà l’Europa. C’è da augurarsi che la cosa sia reciproca.

Salvini è il nuovo braccio destro di Bossi. Ecco, così ne ha due che funzionano poco.

Avremo un parlamento così giovane che quando il Presidente della Camera suona la campanella, i deputati pensano che è per la ricreazione.

Sono curioso: quanto pagava la Lega per convincere gli elettori ad andare alle primarie? Vista l’affluenza, direi poco…

Carica dei 40enni alla guida dei principali partiti. La vera novità è che non sono delle escort.

 

Pare che in Italia la gioventù politica si stia facendo strada. Non ci resta che attendere l’arrivo di quella capace.

 

Salvini è il nuovo segretario della Lega Nord: l’ha votato tutto il suo condominio.

Titola il Corriere: Renzi, Salvini, Alfano, Meloni, la politica italiana diventa under 50. Credo si riferiscano al Q.I.

 

Ci sei o Civati?

Oggi le Camere si sono espresse sulla sfiducia al ministro Severino per la vicenda delle telefonate, piuttosto inopportune, con la famiglia Ligresti. E indovinate un po’? Esatto, va bene così: Letta ha praticamente fatto quadrato con il suo partito attorno al ministro e Civati, quello che dissentiva e che avrebbe fatto una sua mozione di sfiducia, ha votato “per dovere verso il partito” contro la sfiducia. Vien da chiedersi se ci è o ci fa. In fondo, comunque, è andata bene così: le piantine del mio ScEMENZAIO son cresciute a dismisura!..

“Le accuse nei miei confronti sono false” è la frase che accomuna tutti i governi da vent’anni.

Cancellieri: mai favoritismi o bugie. Solo omissioni.

La Cancellieri si presenta alle Camere con il braccio sinistro fasciato. Per convenzione, lo chiameremo Enrico.

Il ministro Cancellieri: pensiamo a numero verde per i detenuti. Già esiste: è il suo cellulare.

Cancellieri: non ho mai mentito. Ecco, ne ha appena raccontata un’altra.

Cancellieri respinge le accuse: nessun favoritismo alla Ligresti, ha fatto la coda alla cassa come tutte nell’ora di shopping.

La Cancellieri rispecchia pienamente il suo partito: si è presentata in aula con il braccio sinistro immobilizzato.

Ministro Cancellieri: pensiamo a un numero verde per i detenuti. Deve aver cambiato la cover al cellulare.

 

Epifani: riteniamo che il governo sia alle prese con un compito essenziale e difficile. Arrampicarsi sugli specchi.

Riccardo Nuti, del M5S: l’Italia non può avere come presidente del consiglio un ricattatore. È la forza dell’abitudine…

 

Civati: vota “no” alla sfiducia per disciplina di partito. E poi in Siberia fa troppo freddo in sto periodo.

Civati presenta una mozione di sfiducia e poi non la vota. È un po’ come dire “guido io” e poi prendere l’autobus.

 

Cancellieri: numero verde per detenuti. “Se il suo cognome inizia con LIG e finisce con RESTI prema 1, altrimenti riagganci semplicemente”.

 

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