Dove si coltivano idee storte ma ben piantate.

Articoli con tag ‘Obama’

Italicum e l’alto mare.

Sono due gli argomenti che tengono banco oggi: la legge elettorale e la strage di migranti. E i nostri politici riescono a stupirci su entrambi i fronti: non è raro che fiumi di deiezioni concimino le piantine del ScEMENZAIO, ma qui si sta esagerando! Non ci credete? Leggete qui:

Italicum, Renzi difende la sostituzione dei ribelli: “Molti nemici, molto onore.”

Migranti, interviene anche Obama: l’instabilità in Libia crea caos. E anche quella in Renzi mica scherza.

Legge elettorale, la Boldrini è preoccupata: “Si dirà LO Italicum o LA Italicum?”

Immigrazione, Renzi: no alla retorica, l’Ue dia una risposta politica. Cioè retorica.

Renzi: posizioni della minoranza su Italicum? Mi sembra la canzone “Cara di amo”. A me sembra più “Faro“.

Renzi: l’Europa deve avere una strategia per combattere lo sciacallaggio. Se l’avesse avuta non sarebbe diventato premier.

Legge elettorale, Renzi: abbiamo lavorato un anno e un mese. Cacchio, siete già pronti per la pensione!

Immigrazione, Renzi: L’Europa deve cambiare passo. Da oggi basta camminare come le oche.

Dal Sant’Anna di Pisa arriva il pene robot: sostituirà l’uomo nelle decisioni importanti, tipo la riforma elettorale.

Renzi: è una questione di dignità umana. E poi ha anche parlato della situazione in Africa.

Tu vuò fa l’americano

…ma sei nato in Tuscanì.
In questi giorni il magnifico premier è negli magnifici Stati Uniti d’America, e quale modo migliore di farci riconoscere se non con l’ennesimo discorso in inglese maccheronico? Ebbene sì, l’ha fatto. Di nuovo. E le piantine del mio ScEMENZAIO gli saranno eternamente grate per tutto quel concime. Grazie Matteo, davvero.

Renzi cita Bob Kennedy: il futuro non è un dono, ma una conquista. Il Jobs Act in una frase.

Renzi ha parlato di economia italiana e della crisi in Libia. È bastato cambiare il titolo.

Il premier cita una favola della Disney: Pinocchio.

Renzi: costruiremo un’Italia che conta. Sì, ma solo fino a 80.

Renzi da Georgetown: il futuro non smette mai di accadere. Quella è la sfiga, Matteo.

Renzi da Georgetown sottolinea le grandi potenzialità ancora non sfruttate dall’Italia. Tipo la Costituzione, per dire.

Renzi sveglia la bella addormentata. “Ancora 5 minuti” son state le prime parole della Boschi.

Renzi alla Georgetown University ha tenuto un discorso in inglese che toglie ogni dubbio: il gatto è sul tavolo.

Mandela Day.

Oggi cerimonia solenne per il compianto (e mai abbastanza, a mio dire) Nelson Mandela: hanno partecipato tutti i big del pianeta, perfino Letta. Durante la cerimonia sono accaduti eventi di portata enorme, come ad esempio la stretta di mano tra Obama e Raoul Castro: metti che il contratto d’affitto per Guantanamo stia per scadere…
E in tutto questo, le piantine del mio ScEMENZAIO hanno trovato parecchio terreno fertile: qui sotto ci sono le prove.

Alla cerimonia per Mandela, Obama stringe la mano a Raul Castro. Poi Raul si conta le dita.

Anche Charlize Theron partecipa al funerale di Mandela. Non fosse che è morto mi verrebbe quasi da invidiarlo.

Bono testimonia con la sua presenza la vicinanza alla famiglia Mandela. OK, ma non fatelo cantare, vi prego.

Obama ricorda Mandela. Tutti se lo ricordano solo da morto, ma guarda che strano…

Fischiato il presidente sudafricano Jacob Zuma. Cercate di capire, non è colpa sua se si è rotta la lampada abbronzante.

Il discorso di Obama e la storica stretta di mano a Castro: dichiaro ufficialmente aperta la corsa alla retorica.

Obama celebra “un gigante della storia”. “No dai, chiamami pure Silvio” ha detto una vocina dalla platea.

Netanyahu non partecipa ai funerali di Mandela per non incidere troppo sul bilancio dello Stato. I missili mica te li regalano.

Obama nel suo discorso parla di libertà e democrazia. Ma continua a tenere aperto Guantanamo.

Fischiato Zuma: ha perso popolarità per gli scandali e le accuse di corruzione. È pronto per la cittadinanza italiana.

Fischi al presidente travolto da scandali e accuse di corruzione. Ma che ci fa Berlusconi in Sudafrica?

 

Il presidente sudafricano Jacob Zuma: non c’è nessuno come Madiba. Già, purtroppo.

 

Pronto? Chi ascolta?

Di cose ne sono successe un bel po’, ultimamente. Concentriamoci su due in particolare: il datagate e l’uscita dell’Italia dal G8.
Pare, si dice, si mormora che quei mattacchioni di americani non abbiano la benché minima intenzione di campar cent’anni: sembra che dai tempi del Watergate non abbiano ancora perso il vizietto di ascoltare le conversazioni altrui. Soprattutto quelle dei governi italiano e tedesco.
Nel frattempo, visto che le disgrazie non arrivano mai da sole, il nostro paese è uscito dal G8 quindi, a meno che non si decida di fare un G9 o un G10, viene tagliato fuori dalle decisioni importanti. Ottimo concime per le piantine del mio ScEMENZAIO. Forse un po’ troppo, a guardar bene…

Gli Stati Uniti spendono miliardi di dollari per spiare gli italiani. Ma non bastava collegarsi a Facebook?

Il governo italiano spiato dagli americani. A Letta è venuto il sospetto vedendo che Obama tratteneva a stento le risate.

Siamo fuori dal G8. Finalmente una buona notizia! Per la città di Genova, intendevo.

Kerry: ma è vero che in Italia i fagiolini costano 80 euro al chilo?
Letta: e lei come fa a saperlo?
Kerry: ehm…

Con l’uscita dal G8 l’Italia sta scivolando verso il basso. Proprio come la merda nei tubi.

La politica dell’austerity non rilancia l’economia, lo prova la nostra uscita dal G8. Qualcuno traduce questa frase in tedesco?

Alla domanda “questa linea è sicura?”, Kerry risponde “certo, è sicuro che è intercettata da noi!”

L’Italia rischia di uscire dal G8. Come al solito, ci tocca sperare nel ripescaggio.

Datagate: gli Stati Uniti intercettavano il governo italiano. Obama deve aver finito i sonniferi.

Gli Stati Uniti smentiscono di aver intercettato la Merkel. Almeno, non nelle ultime 24 ore.

 

Gli americani spiano i telefoni italiani. Ma non sanno che da noi i messaggi veramente importanti viaggiano sui pizzini.

La Merkel alza il telefono per chiamare Obama. La cosa strana è che ha risposto prima che lei facesse il numero.

 

 

Gasparri chiede le dimissioni di Obama.

Mi piacerebbe tantissimo che il titolo del post fosse una delle scemenze che crescono nel ScEMENZAIO, ma non è così. Non amo prendermi il merito di altri, quindi lascerò che le affermazioni di Gasparri producano nuove piantine…

Harry Potter chiede le dimissioni di Voldemort. #ComeGasparriConObama

Valerio Scanu chiede le dimissioni di Euterpe. #ComeGasparriConObama

Eva Kant chiede le dimissioni di Diabolik. #ComeGasparriConObama

Lines Seta Ultra chiede le dimissioni della ruota. #ComeGasparriConObama

Giovanni Allevi chiede le dimissioni di Michel Petrucciani. #ComeGasparriConObama

Space Invaders chiede le dimissioni di Bioshock Infinite. #ComeGasparriConObama

Fabio Volo chiede le dimissioni di Fëdor Dostoevskij. #ComeGasparriConObama

Mentana chiede le dimissioni di Twitter. #ComeGasparriConObama

 

Gasparri chiede le dimissioni di Obama. Manca solo più la Gelmini che chiede le dimissioni dei neutrini e poi ho visto tutto.

Gasparri chiede le dimissioni di Obama. Il risultato avrebbe senso solo invertendo gli addendi.

 

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