Dove si coltivano idee storte ma ben piantate.

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Ex voto.

Oggi il Movimento 5 Stelle deciderà, per mezzo di una votazione online tra gli iscritti, se espellere o no i 4 senatori “dissidenti” che si permettono (ma guarda un po’ st’infami) di non essere concordi al 100% col Grillo-pensiero. Come in ogni democrazia, dove è contemplato che uno possa non essere del tutto d’accordo con un altro.
A proposito di espellere, vediamo un po’ quanta cacca è finita a concimare le piantine del ScEMENZAIO…

Grillo: “La Rete confermi l’espulsione dei dissidenti”. Confermate, o verrete espulsi.

Lorenzo Battista si domanda se è normale espellere per il reato di cazzata. Se lo fosse ci saremmo risparmiati 20 anni di agonia.

Consultazioni online del M5S sull’espulsione dei 4 senatori dissidenti, gli iscritti potranno votare SI oppure CERTO CHE SI.

Ricordatevi che per rendere valido il voto è necessario leccare il monitor.

Lacrime all’assemblea dei pentastellati: sembra la direzione del PD.

 

Francesco Campanella: siamo il Movimento della democrazia diretta. Sì, diretta da Casaleggio e Grillo.

 

Camera con svista.

E dopo il Senato, tocca alla Camera dei Deputati: il neo premier Renzi ha chiesto e ottenuto pure qui la fiducia, nonostante la dura opposizione del Movimento 5 Stelle e la dura indecisione di Civati. Non ci resta che comportarci come le piantine del mio ScEMENZAIO: attendiamo che arrivi il concime.

Renzi ridurrà il cuneo fiscale di 10mld. Dove prenderà i soldi? Beh, la maggior parte degli italiani ha ancora 2 reni…

Renzi è il primo presidente del Consiglio che porta un pc a Montecitorio. Lo sanno tutti che youporn si vede anche dal tablet.

Brunetta: non ho visto alcun punto del programma. Ha provato a mettersi in piedi sulla sedia?

Sibilia, deputato del M5S: Renzi e il ministro Padoan figli di troika. È l’emozione, la prossima volta non gli scappa il refuso.

Biancofiore: Renzi parla alla pancia del Paese, come noi. Biancofiore, nel vostro caso è un po’ più in giù, vicino alla pancia.

Renzi cita Aldo Moro, Berlinguer e Scalfaro. Qui, Quo e Qua si sarebbero offesi.

Maroni si rivolge a Renzi: non le spareremo addosso tanto per farlo. Ovvio, mica è nero.

Bersani torna alla Camera: sono venuto ad abbracciare Enrico. Ora, con calma e tatto, qualcuno gli dica che il premier è Renzi.

Movimento 5 Stelle: è ora di riportare un po’ di normalità in questo Paese. Che, già ve ne andate?

Renzi alla Camera: rivoluzionare le norme sul lavoro. Per quei 2 o 3 che ancora ce l’hanno.

Ci sei o Civati?

Oggi le Camere si sono espresse sulla sfiducia al ministro Severino per la vicenda delle telefonate, piuttosto inopportune, con la famiglia Ligresti. E indovinate un po’? Esatto, va bene così: Letta ha praticamente fatto quadrato con il suo partito attorno al ministro e Civati, quello che dissentiva e che avrebbe fatto una sua mozione di sfiducia, ha votato “per dovere verso il partito” contro la sfiducia. Vien da chiedersi se ci è o ci fa. In fondo, comunque, è andata bene così: le piantine del mio ScEMENZAIO son cresciute a dismisura!..

“Le accuse nei miei confronti sono false” è la frase che accomuna tutti i governi da vent’anni.

Cancellieri: mai favoritismi o bugie. Solo omissioni.

La Cancellieri si presenta alle Camere con il braccio sinistro fasciato. Per convenzione, lo chiameremo Enrico.

Il ministro Cancellieri: pensiamo a numero verde per i detenuti. Già esiste: è il suo cellulare.

Cancellieri: non ho mai mentito. Ecco, ne ha appena raccontata un’altra.

Cancellieri respinge le accuse: nessun favoritismo alla Ligresti, ha fatto la coda alla cassa come tutte nell’ora di shopping.

La Cancellieri rispecchia pienamente il suo partito: si è presentata in aula con il braccio sinistro immobilizzato.

Ministro Cancellieri: pensiamo a un numero verde per i detenuti. Deve aver cambiato la cover al cellulare.

 

Epifani: riteniamo che il governo sia alle prese con un compito essenziale e difficile. Arrampicarsi sugli specchi.

Riccardo Nuti, del M5S: l’Italia non può avere come presidente del consiglio un ricattatore. È la forza dell’abitudine…

 

Civati: vota “no” alla sfiducia per disciplina di partito. E poi in Siberia fa troppo freddo in sto periodo.

Civati presenta una mozione di sfiducia e poi non la vota. È un po’ come dire “guido io” e poi prendere l’autobus.

 

Cancellieri: numero verde per detenuti. “Se il suo cognome inizia con LIG e finisce con RESTI prema 1, altrimenti riagganci semplicemente”.

 

Direzione ignota.

Oggi parte la Direzione del PD. O, per meglio dire, è partita da tempo, è solo che non sa bene da che parte andare: Renzi sarà candidato premier? Verranno accettate le dimissioni di Bersani? Lo scopriremo solo vivendo. Nel frattempo Grillo rilascia l’ennesima intervista a un giornale straniero (ma guarda un po’) dicendo che si auspicherebbe un’invasione da parte della Germania: sarebbe un’interessante novità, al giro prima eravamo alleati. Ma ora… sotto con la semina!

Pronta la direzione del PD: indietro tutta.

Grillo vorrebbe l’invasione dei tedeschi. Sempre meglio di quella delle cavallette in Parlamento.

Orfini: in direzione proporrò che Renzi faccia il presidente del Consiglio. Sempre se i genitori firmano la giustificazione.

Grillo chiede alla Germania d’invaderci. Facile: facciamo una legge costituzionale e chiamiamoci “Polonia”.

Direzione PD: governo e partito. Anche se in mezzo ci starebbe meglio un verbo al posto della congiunzione.

Grillo alla Bild: Italia in bancarotta in autunno. Il solito ottimista.

Oggi direzione PD. L’unico luogo al mondo dove “decidere” fa rima con “magari”.

Grillo: in autunno Italia in bancarotta. Che peccato, niente iPad nuovo a Natale per i Parlamentari!..

Direzione PD: qualcuno chiede a Bersani di ripensarci. Quindi tra qualche era geologica sapremo se ci ripenserà o no.

Il candidato M5S perde in Friuli. Grillo commenta: siamo il primo partito. Beppe, sei proprio sicuro di non esser del PD?

 

At last…

Alla fine ce l’abbiamo fatta! Gaudio! Tripudio! Sono usciti i nomi dalle Quirinarie: non ci è dato a sapere quante preferenze ha preso ciascuno dei candidati, ma è già un risultato, no? Intanto in Venezuela, sempre per le elezioni, sono scoppiate rivolte di piazza per inciuci vari presumibilmente fatti dal successore di Chavez, che vince di misura. Cacchio, se devi imbrogliare almeno fallo bene: chiedi a noi italiani! Ma ora bando alla ciance e sotto con la semina!

La Gabanelli candidata al Colle. Farebbero di tutto pur d’impedirle di fare il suo mestiere.

Il Venezuela e il PD hanno parecchie cose in comune. Ad esempio, entrambi si sono spaccati in due dopo le elezioni.

Il massimo della tensione in Italia per l’elezione del Presidente è Grillo che manda qualcuno da qualche parte.

In base alle ferree regole del Movimento 5 Stelle, dove 1 vale 1, vince le Quirinarie la Gabanelli e quindi il movimento punta su Rodotà.

Capezzone: con la Gabanelli le manette diventerebbero simbolo dell’Italia. Non siamo COSÌ fortunati, Daniele…

La Gabanelli vince le Quirinarie ma il Movimento 5 Stelle punta su Rodotà. Nemmeno la fatica di cercare una scusa, questa volta?

Scontri in Venezuela sul risultato delle elezioni. Negli stati normali uno vince e l’altro no, in Italia vincono sempre tutti!

Capezzone: non vogliamo un’Italia fondata sul giustizialismo. L’attuale fondata sulle giarrettiere è MOLTO più divertente!..

Venezuela: quattro morti negli scontri del dopo-elezioni. Succede anche in Italia, ma nel dopo-partita.

La Gabanelli confessa che il primo partito a corteggiarla è stata la Lega. Ma lei non va a letto con il nemico.

In Venezuela sono in tanti a sospettare di brogli elettorali: pare che abbia vinto un certo “Berlusconi”.

Gabanelli al Colle, Grillo rilancia: Bersani la voti e collaboriamo. Ogni lasciata è persa, Pier!..

 

La democrazia vera costa lacrime e sangue, quella finta al massimo costa un click.

 

 

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