Dove si coltivano idee storte ma ben piantate.

Articoli con tag ‘manifestazioni’

Decade il decadente.

Porca miseria, sembra di stare a Shanghai!.. Grazie all’incessante pioggia di deiezioni, le piantine del mio ScEMENZAIO sono cresciute a dismisura! E oggi, con il significativo contributo di Berlusconi e dei suoi pasionari, è spuntata un bel po’ di scemenza nuova, guardate un po’ qui…

Nitto Palma: “In piazza siamo 4 mila”. A 20 euro l’uno.

Nitto Palma: “In piazza siamo 4 mila”. Avevo un certo sospetto che fosse sempre incinta.

Nitto Palma: “In piazza siamo 4 mila”. Ma quanti nipoti ha Mubarak?

Il voto sulla decadenza anticipato alle 17. Giusto in tempo per il prosecchino.

Alessandra Mussolini definisce Alfano “piccolo piranha”. E lei di pesce se ne intende.

Gasparri contro i senatori a vita: “Non ci siete mai, perché oggi sì?”. Semplice: tutti adorano le feste.

Huffington Post pubblica i video con tutte le gaffes di Berlusconi. Appena ho 15 ore di tempo libero li guardo tutti.

Bondi ai senatori a vita: vergognatevi. Meno male, per un attimo ho temuto che recitasse una poesia.

Berlusconi ha già detto “perdonali Padre perché non sanno quello che fanno”?

“Arrestateci tutti” recita uno degli striscioni. Tranquilli, la legge Basaglia l’hanno abrogata da tempo…

Berlusconi non andrà in Senato ad attendere il voto. Pure io odiavo le verifiche in classe.

Casini: non liquidiamo la storia di 20 anni come la storia di un evento criminale. Magari fosse solo uno!

Stefania Craxi a Palazzo Grazioli: temo la scena delle monetine. Deve aver dimenticato a casa l’acchiappafarfalle.

Bernini: nessuno ha mai rappresentato l’Italia come Berlusconi. Specialmente quando telefonava alle escort.

Gianni de Michelis: non c’è differenza tra le vicende di Craxi e di Berlusconi. Significa che Silvio è già a Mosca con Putin?

Berlusconi: scendono in piazza i cittadini consapevoli e che sono preoccupati. Ma non era una manifestazione di Forza Italia?

Berlusconi: non hanno vinto la partita della democrazia e della libertà. No, fermi tutti: decade, vero?

La Pascale in prima fila con il tricolore addosso. Incredibile: è vestita.

Berlusconi: oggi giorno di lutto per la democrazia. Me lo ricordo: era il 18 gennaio 1994.

Berlusconi: combatterò fuori dalle camere. OK, ma prima mettiti le mutande per favore…

 

Marina Berlusconi: mio padre decade da senatore. Cazzo, se n’è accorta pure lei!

 

C’abbiamo messo 20 anni per liberarci di un tappo. L’operazione di emorroidi più complessa della storia.

Dunque oggi finisce un ventennio. Per la seconda volta.

 

Il primo sostenitore di Berlusconi si è presentato con 7 ore di anticipo. Metti che ci sia la fila per ritirare i 20 euro…

 

Governo forte e manganello facile.

Oggi il Cavaliere ci fa sapere che il governo è forte, che serve (credo più che a lui che a noi) il presidenzialismo e che la guerra civile è finita. Nell’attesa delle diecimila baionette che renderebbero il tutto più storicamente accettabile, ecco che la Polizia di Stato ci da un antipasto caricando gli operai di Terni che manifestavano contro la chiusura della Thyssen. A volte mi stupisco pure io come in mezzo a questa desolazione spuntino delle rigogliose piantine nel mio ScEMENZAIO…

Berlusconi: serve il presidenzialismo. Ma non si fa prima con un lodo?

A Terni la polizia carica i manifestanti della Thyssen: scusate, vi abbiamo scambiati per grillini!..

Berlusconi: la guerra civile è finita. Ora inizia quella tra poveri.

Terni: sei contusi lievi fra le forze dell’ordine. Erano in borghese.

Berlusconi: basta diktat dall’Unione Europea. E lui di diktat se ne intende.

Capo dell’ufficio centrale ispettivo vuole dal Questore di Terni una dettagliata relazione. Per sapere cosa dire ai bookmaker.

Berlusconi: abbiamo posto fine a una lunga guerra fredda. E anche a una breve opposizione.

Il prefetto Vittorio Saladino si è già scusato con i lavoratori: non sapevamo che quello fosse il sindaco.

Berlusconi: non sono il Duce. Questo vale fino alla prossima “rilettura”, dove qualcuno troverà qualcosa di buono.

Terni: la polizia ha solo eseguito degli ordini. Norimberga allora non vi ha insegnato nulla, nemmeno a cambiare scusa.

 

 

 

Mamma, li turchi!

La Turchia è in rivolta, con (purtroppo) un pesante tributo in termini di vite umane. Tutto è partito da Istambul, città dove il premier turco Erdogan avrebbe voluto costruire un centro commerciale (del quale nessuno sentiva la mancanza) e una nuova moschea al posto di un parco pubblico: via gli alberi e giù col cemento. Ma poi la protesta è dilagata anche in altre città trasformandosi in una manifestazione contro il governo, guidato da un partito islamico, dove divieti arcaici tipo “vietato baciarsi in pubblico” non trovano il favore della popolazione più giovane. Da qui le proteste, i deliranti messaggi di Erdogan sul ruolo dei social network e i chili di semenza per il mio ScEMENZAIO.

Erdogan: non è la primavera turca. Visto come cadono i manifestanti, è più l’autunno.

Scontri in Turchia, attivista clinicamente morto. È pronto per votare Erdogan.

Turchia: il premier Erdogan punta il dito contro un “gruppo di estremisti”. Meglio noto come “governo”.

Erdogan: state calmi, rilassatevi, tutto sarà superato. Solo a me sembrano le parole di un boia?..

Turchia, a fuoco le sedi del partito del premier Erdogan. Ma non bastava un cartello “occupy”?

Erdogan ricorda al suo popolo che si può manifestare in maniera pacifica. Fatevi manganellare senza reagire, per favore.

Erdogan: l’opposizione ha provocato i miei cittadini. Mancano solo più le toghe rosse ed è pronto per far visita all’Italia.

Erdogan parte per una visita ufficiale in Marocco. Se per caso cerca una nipotina, è a Milano.

Erdogan: Twitter è minaccia per la nostra società. Ma solo perché non si possono usare lacrimogeni e idranti su un account.

Erdogan: non ho niente da dire a chi mi chiama dittatore. Mi creda, parlare da soli non è un bel segno.

 

 

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