Dove si coltivano idee storte ma ben piantate.

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E bomba o non bomba, noi arriveremo a Hollywood.

Due sono gli eventi che hanno caratterizzato la giornata odierna e ognuno di questi è tragico, a suo modo.
Iniziamo dal fatuo: le piantine dello ScEMENZAIO fanno i complimenti a Sorrentino e alla sua Grande Bellezza, che si è guadagnata la più ambita delle statuine, l’Oscar al miglior film. L’Italia arriva in vetta mostrando il suo lato più cafone, sì è proprio una bella conquista!
Passiamo al fato: Putin ha messo gli occhi sull’Ucraina e non c’è uveite che glie li faccia togliere. Ha portato i suoi carri armati e mandato un ultimatum a uno stato sovrano e tutto questo mentre tutte le altre nazioni stanno lì a guardare.
Proprio una bella giornata qyella odierna. Ma, in fondo, è lunedì.

Sorrentino ringrazia per l’Oscar, dicendo in perfetto inglese “The cat is on the table”.

Kerry: “La Russia sta invadendo un altro Paese sulla base di pretesti completamente inventati”. Gli americani hanno l’esclusiva.

Tra gli invitati alla notte degli Oscar non c’era la Ferilli: è rimasta a casa sulle poltrone e i sofà.

“In Ucraina non bisogna lasciare nulla di intentato” ha dichiarato Renzi esaminando i fondi del caffè.

Mosca invade perché minacciata dagli ultranazionalisti ucraini. Merkel, non è che si sente minacciata dalla Lega? Nemmeno un po’?

Anche Berlusconi, avesse vinto l’Oscar, lo avrebbe dedicato ai suoi eroi: Gelli, Craxi, Dell’Utri e Mangano.

Sull’Ucraina interviene anche l’Europa. Appena finisce la pausa caffè.

“Capirai, io l’Oscar ce l’ho da quando sono nato” ha dichiarato Giannino.

 

Sorrentino ringrazia le sue fonti d’ispirazione: Talking Heads, Federico Fellini, Martin Scorsese, Maradona e Dagospia.

Putin non ha invaso la Crimea, è che ha deciso di esportare la sua democrazia.

 

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Pronto? Chi ascolta?

Di cose ne sono successe un bel po’, ultimamente. Concentriamoci su due in particolare: il datagate e l’uscita dell’Italia dal G8.
Pare, si dice, si mormora che quei mattacchioni di americani non abbiano la benché minima intenzione di campar cent’anni: sembra che dai tempi del Watergate non abbiano ancora perso il vizietto di ascoltare le conversazioni altrui. Soprattutto quelle dei governi italiano e tedesco.
Nel frattempo, visto che le disgrazie non arrivano mai da sole, il nostro paese è uscito dal G8 quindi, a meno che non si decida di fare un G9 o un G10, viene tagliato fuori dalle decisioni importanti. Ottimo concime per le piantine del mio ScEMENZAIO. Forse un po’ troppo, a guardar bene…

Gli Stati Uniti spendono miliardi di dollari per spiare gli italiani. Ma non bastava collegarsi a Facebook?

Il governo italiano spiato dagli americani. A Letta è venuto il sospetto vedendo che Obama tratteneva a stento le risate.

Siamo fuori dal G8. Finalmente una buona notizia! Per la città di Genova, intendevo.

Kerry: ma è vero che in Italia i fagiolini costano 80 euro al chilo?
Letta: e lei come fa a saperlo?
Kerry: ehm…

Con l’uscita dal G8 l’Italia sta scivolando verso il basso. Proprio come la merda nei tubi.

La politica dell’austerity non rilancia l’economia, lo prova la nostra uscita dal G8. Qualcuno traduce questa frase in tedesco?

Alla domanda “questa linea è sicura?”, Kerry risponde “certo, è sicuro che è intercettata da noi!”

L’Italia rischia di uscire dal G8. Come al solito, ci tocca sperare nel ripescaggio.

Datagate: gli Stati Uniti intercettavano il governo italiano. Obama deve aver finito i sonniferi.

Gli Stati Uniti smentiscono di aver intercettato la Merkel. Almeno, non nelle ultime 24 ore.

 

Gli americani spiano i telefoni italiani. Ma non sanno che da noi i messaggi veramente importanti viaggiano sui pizzini.

La Merkel alza il telefono per chiamare Obama. La cosa strana è che ha risposto prima che lei facesse il numero.

 

 

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