Dove si coltivano idee storte ma ben piantate.

Articoli con tag ‘ISTAT’

In Italia qualcosa cresce.

Sempre a fare i disfattisti!.. Anche qui da noi c’è qualcosa che cresce e che torna ai livelli del 1977: la disoccupazione. Gli italiani hanno sempre meno soldi, sempre meno fiducia nel futuro e sempre meno lavoro. Buttiamo queste tre cose nel ScEMENZAIO e vediamo un po’ cosa nasce…

Gli italiani, in media, fanno due giorni di permanenza in un luogo di vacanza. È difficile resistere più a lungo senza mangiare.

ISTAT: la disoccupazione in Italia sale al 12,2%, record dal 1977. Tranquilli, possiamo ancora peggiorare.

Disoccupazione al 12,2%, fra i giovani arriva a quota 38,5%. Ho paura a chiedermelo, ma cos’altro può andare male?

In Italia ci sono 3.140.000 persone che non lavorano. Parlamentari esclusi.

Sale la disoccupazione nell’Unione Europea. Siamo già al momento “mal comune, mezzo gaudio”.

Il più alto tasso di disoccupati è in Spagna. È bello poter contare sulla UE, c’è sempre qualcun altro che possiamo prendere in giro!..

Diminuiscono i morti sul lavoro. E tutto questo grazie alla disoccupazione!..

Letta sta pensado a nuovi provvedimenti: metterà un contatore di disoccupati aggiornato in tempo reale sul sito web del governo.

 

Disoccupazione in aumento. Vuoi dimagrire? Diventa cittadino italiano!

 

Annunci

Attaccati a sto PIL.

Il Prodotto Interno Lordo è sempre meno prodotto e sempre più lordo. L’istituto di statistica nazionale ISTAT ci fa sapere che sono 7 trimestri di fila che il PIL italiano ha un bel segno meno davanti, in pratica la nostra economia è stagnante e con le stesse possibilità di crescita di Brunetta. In questo desolante quadro, il presidente di Confcommercio Sangalli ci avverte che le cose quasi sicuramente peggioreranno: benvenuti in Grecia.

Sangalli: Istat conferma che è la recessione più grave della storia. Ma va?

Il PIL cala sempre di più. Proprio come le nostre brache!..

Sangalli: il governo deve dare prospettive di ripartenza. Da quando l’inciucio è una prospettiva di ripartenza?

PIL, le imprese sono al collasso. Sono migliorate, tre mesi fa erano morte.

Confcommercio: ora dal Governo servono fatti. Per come vanno le cose drogarsi mi pare una buona via d’uscita.

Sangalli: il dato ISTAT è lievemente peggiore rispetto alle attese. Murphy, fatti i cazzi tuoi!

Sangalli: il dato ISTAT è perfettamente coerente con le nostre previsioni. Io lo direi con meno enfasi.

Ormai il PIL non misura più la ricchezza, ma la povertà.

Sangalli propone di rifare i contratti a termine. Della durata massima di un quarto d’ora.

 

Il Paese che non c’è.

Le brutte notizie di questi giorni non possono che evolversi in peggio: da un lato continuiamo a stare senza uno straccio di Governo, dall’altro l’Istituto Nazionale di Statistica ci fa sapere che è in vertiginoso aumento il numero dei disoccupati. Ma quando arriva sto benedetto meteorite così ci risolviamo tutti i problemi?

ISTAT: disoccupazione record. Di nuovo?

Bersani rilancia sul governo, ma da Grillo arriva lo stop: deve dare precedenza a destra.

ISTAT: in Italia 3 milioni di precari, crolla il Pil. Ma parliamo di cose serie: gioca o no Balotelli?

L’ipotesi di un governo PD-PDL sconvolge D’Alema, ma solo perché non saprebbe da che parte sedersi.

ISTAT: a gennaio tre milioni di disoccupati. A questo punto, più che di un governo, abbiamo bisogno di un miracolo.

Renzi: non pugnalo Bersani alle spalle. Aspetta che il lavoro sporco lo faccia Grillo.

ISTAT: gli stipendi salgono del 1,2% nelle grandi imprese. Sono i posti di lavoro che proprio non salgono.

Emiliano (PD): Il nuovo premier? Deve essere Beppe Grillo. E io che credevo toccasse a un candidato regolarmente eletto…

ISTAT: tre milioni di disoccupati. Prevedo una crescita molto rapida della quantità di blog.

Bartolomeo Pepe, neo senatore Movimento 5 Stelle, non sa dove sia il Senato. I dati ISTAT sulla disoccupazione lo collocano vicino ad Atene.

Disoccupazione: cresce il part-time. Nel senso che per mezza giornata sei precario, l’altra metà la passi a cercare un lavoro.

 

Contiamoci.

O, meglio, facciamoci contare dall’ISTAT. L’istituto di statistica ha pubblicato i dati dell’ultimo censimento: la popolazione è in crescita, grazie soprattutto agli stranieri residenti in Italia. E gli italiani? Quelli sono in diminuzione, grazie soprattutto al roseo futuro che ci attende dietro l’angolo. E il mio ScEMENZAIO? Anche lui è in crescita:

ISTAT: ci sono 93,7 uomini ogni 100 donne. Pensate: 93 uomini più un Berlusconi ogni 100 donne.

ISTAT: a Montebello sul Sangro ci sono 67,8 uomini ogni 100 donne. Berlusconi si trasferirà lì perché c’è meno concorrenza.

ISTAT: aumentano le centenarie. Si dice che la Fornero voglia metterle fuori legge…

Aumenta la popolazione ma diminuiscono gli italiani. Date il tempo agli stranieri di capire in che paese son finiti!..

ISTAT: aumenta la speranza di vita degli italiani. Soprattutto se emigrano all’estero.

Come farà Bruno Vespa a mettere 4 milioni di stranieri dentro a un plastico?

ISTAT: in Italia stranieri residenti sono 4 milioni. Certo che su 4 milioni beccare l’unica nipote di Mubarak ci va poi sfiga.

ISTAT: italiani in buona salute, ma fumatori e sedentari. Non ci diamo alle droghe pesanti solo perché costano troppo.

2.617.175 residenti nella sola Roma. E fra tutti questi il miglior sindaco era Alemanno?

In Italia ci sono 93 uomini su 100 donne. Ed ecco spiegate le vendite del Viagra.

 

Il sorpasso.

Giornata quasi storica nell’Italia tutta casa-e-chiesa: al nord si celebrano più matrimoni civili che religiosi. Preso atto di questo dato, posso io esimermi dal trovare una spiegazione a questo fenomeno? La risposta è ovvia: basta guardare come crescono bene le piantine nel mio ScEMENZAIO!..

ISTAT: aumentano le nozze civili. Attendiamo l’aumento delle nozze di civiltà, quando chiunque potrà sposarsi con chiunque.

Nel nord Italia più matrimoni civili che religiosi. È solo perché il sindaco non si presenta con la cassetta delle offerte…

Boom delle unioni civili, ma a Roma i rumori forti non si sentono mai.

Matrimoni religiosi in calo: saranno direttamente proporzionali ai fedeli.

Volano i matrimoni civili, almeno fino al prossimo sciopero dei trasporti.

La Chiesa non riconosce il matrimonio tra persone dello stesso sesso, ma è solo per facilitare il lavoro della Sacra Rota.

Nel nord Italia crescono le unioni civili. Ma solo perché al sud ci sono più chiese barocche.

Si direbbe che al nord Italia le chiese siano piene tanto quanto i ristoranti.

Scendono i matrimoni con rito religioso. È che uno si stufa a forza di aspettare che si ripetano le nozze di Cana.

Calano i matrimoni in chiesa: eppure basterebbe introdurre il rito abbreviato.

La Chiesa non vede di buon occhio il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Per un attimo ho immaginato Gasparri Papa.

Al nord Italia han capito che la fascia tricolore è sicuramente più comoda di un crocifisso ligneo di 3 metri.

ISTAT: al Nord le nozze civili superano quelle religiose. Solo perché la sposa incinta non sta bene col bianco: il nero sfina.

 

Tag Cloud

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: