Dove si coltivano idee storte ma ben piantate.

Articoli con tag ‘Governo’

Per chi suona la campanella.

Oggi è il primo giorno di scuola per milioni di bistrattati, tra studenti e allievi, e anche per alcuni ministri, che non perdono l’occasione di fare un po’ di passerella, metti che prima o poi si vada al voto in Italia… si sa mai!
Renzi, visita una scuola di Palermo, la Boschi è a Laterina, Lupi a Milano e io guardo crescere le piantine nel mio ScEMENZAIO…

Oggi iniziano le scuole. Attesi nel pomeriggio i primi crolli.

Oggi riaprono le scuole. Per i leghisti riaprono le squole.

Renzi inaugura il primo giorno di scuola a Palermo. Terrà la lezione di supercazzola applicata.

Salvini: “Oggi c’è il primo giorno di quella roba là?”.

Primo giorno di scuola, Lupi sarà alla Cabrini di Milano. Ora, con calma, spiegategli che il calciatore non c’entra nulla.

Oggi comincia la scuola. L’augurio del Ministro Giannini agli studenti: “…e non dimenticatevi la carta igienica”.

Primo giorno di scuola, Maria Elena Boschi andrà a Laterina. Mi aspettavo andasse a Salsomaggiore Terme.

Primo giorno di scuola: il Ministro Giannini visita un Istituto Agrario, restituendo le braccia rubate.

Ministro Giannini: esame di maturità con solo membri interni. E poi siamo noi quelli che fanno battute zozze.

Anche Renzi torna a scuola: continua a confondere 100 con 1000.

Mezzo governo torna tra i banchi di scuola. Per fare una stima dei danni.

Quindicenne cade dal quinto piano della scuola: oggi la mensa proponeva la minestra.

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Principio di ugua CHE?

Forza Italia, il partito di Silvio Berlusconi, si oppone all’uguaglianza di eletti tra uomini e donne. Insomma, elezioni sì ma con chi dicono loro e tanti cari saluti alle suffragette. E tutto questo, udite udite, nel nome della meritocrazia: Berlusconi vuole mettere i meritevoli, indipendentemente dal sesso di appartenenza. Meritevoli tipo Dell’Utri, Cicchitto, Minzolini, roba di prima scelta, che credevate?
E tanto per aggiungere concime al concime (oggi le mie piantine sono parecchio affamate, dovrei ringraziare) ecco che arriva Matteo Renzi con la sua crociata contro i sindacati, sbandierando la riduzione delle tasse entro mercoledì.
Non so voi, ma io ho un deja-vu.

Ancora scontro sulle parità di genere, Francesco Paolo Sisto la definisce incostituzionale. Ha ragione, se fossimo in Iraq.

Renzi: mercoledì taglieremo le tasse di 10 miliardi. Trovo più credibile la cura del cancro.

Forza Italia non vuole la parità di genere. Cercate di capirli, il Capo mica vuole ritrovarsi Franceschini a una cena elegante.

Forte la pressione di molte deputate: questa sera lavate e stirate voi.

Facciamo un patto, Boldrini: noi non facciamo battute sessiste e voi, in cambio, non fate leggi sessiste.

Legge elettorale, non c’è intesa sulla parità di genere. Manco si candidasse Luxuria.

Renzi: il fisco non deve essere percepito come un nemico. Più come una suocera.

Le deputate si vestono di bianco per protesta. “Sembrano la mia cameriera” ha commentato Berlusconi.

Renzi: arriverà l’assegno di disoccupazione. Ma si è dimenticato di specificare quando e, soprattutto, in quale nazione.

Tante le deputate in bianco in aula alla Camera. Per distinguerle dagli uscieri.

 

Bonanni a Renzi: la cautela è d’obbligo, non spari sulla Cgil. Sarebbe vilipendio di cadavere.

Non capisco dove sia il problema di genere: “poltrona” è chiaramente unisex.

 

Panta Re(nz)i

Dopo aver fatto la lista dei buoni e dei cattivi, ricevuto la benedizione di Napolitano e dopo esser stato a messa la domenica, Matteo Renzi oggi ha chiesto al Senato la fiducia e, una volta ottenuta, si appresta a governare fino al 2018. Nel frattempo, all’interno del PD, Civati non sa cosa scegliere tra il dovere verso il partito del quale Renzi è il segretario (che poi sarebbe il PD, tanto per chiarire le idee a Civati) e l’irrefrenabile voglia di votare “no” alla fiducia. Ma anche le piantine del mio ScEMENZAIO sanno una cosa che Civati ignora: Panta Renzi. Se tutto va bene, ovviamente.

Agnese Landini, moglie di Renzi, assicura che non farà la first lady. Quindi si farà prestare il pass per la corsia preferenziale.

Ora la casa di Renzi è piantonata 24 ore su 24 dai carabinieri. Metti che Letta capisca all’improvviso cos’è successo.

Civati voterebbe no alla fiducia, ma preferisce dare un colpo al cerchio, uno alla botte piena e uno alla moglie ubriaca.

Si scrive “e mo’ che faccio?”, ma si legge Civati.

Ma che ci fa Crozza al Senato? Ah no, è quello vero.

Civati: mia mamma non rinnova la tessera del PD e la mia compagna vota SEL. E il cane s’è innamorato di Dudù.

Renzi: essere italiani è un dono. No Matteo, è un dolo.

 

Renzi alla messa con moglie e figlia. Visti i miracoli che promette, al posto suo andrei a Lourdes.

Brunetta: nel 2011 Napolitano si oppose alla mia nomina a ministro della Giustizia. Bene, ora si dia la risposta.

 

Quello che non ti uccide, riceve la fiducia del Senato.

 

Italia regge senza legge.

Il Matteo nazionale, reo neo segretario del PD, ha posto il veto sulla legge elettorale: se non passa, il governo cade.
Sempre a proposito di legge che non c’è, l’ex ministro Scajola è stato prosciolto dall’accusa di aver comprato casa a spese d’altri e a sua insaputa, come se fosse pieno di gente che regala case con vista Colosseo.
Tranquilli, anche il mio ScEMENZAIO oggi fa regali: tante belle piantine. Contenti, vero?

“Noi andiamo avanti” ha dichiarato Renzi imitando il gambero.

Scajola: spero mi venga restituita la mia credibilità politica. In banconote di piccolo taglio.

Renzi minaccia la fine della legislatura ma si dichiara ottimista. Come uno che si butta da un aereo e pensa “fin qui tutto bene”.

L’ex ministro Scajola può comprare una casa a sua insaputa. Quasi quasi gli intesto il mio mutuo.

Renzi: accordo complicato ma possibile. Quindi mentre noi ci ungiamo il dito (così ci abituiamo), lui può sempre ungere le ruote.

 

In Italia è legale comprare una casa e farla pagare ad altri. Scemi noi che insistiamo nel voler accendere un mutuo.

“Se si affossa la legge elettorale, finisce la legislatura” ha dichiarato Renzi coprendo le cacche con le foglie di platano.

 

SI diventa NO nello spazio di un MA

Questa in sintesi è stata la giornata di oggi: il governo ha annullato il prelievo-beffa di 150 euro al mese dal magrissimo stipendio dei professori, quelli che dovrebbero formare le generazioni future. In pratica ha riconosciuto una serie di scatti di anzianità (bloccati da quando la Berta filava) per poi rimangiarsi la parola (da qui il prelievo) e ri-mangiarsela di fronte al coro di “buuuu” arrivati da ovunque (PD incluso, che ricordo è uno dei partiti al governo).
E poi sono io quello che coltiva la scemenza, vero?

Il Governo annulla la richiesta di 150 euro agli insegnanti. Ha fatto così tante volte avanti-e-indietro che, secondo me, tra un po’ vomita.

Saccomanni si autodefinisce un mero esecutore. Mi ricorda un altro che si autodefinì “l’utilizzatore finale”.

Renzi: non stiamo su Scherzi a parte. E io che speravo che Saccomanni fosse solo una comparsa…

Saccomanni: c’è stato un errore di comunicazione. Parla come se al ministero dell’economia ci fosse qualcun’altro.

Carrozza: si arriva a un pasticcio, a volte senza che ministri e governo ne sappiano niente. Il governo delle larghe disattese.

Saccomanni: Il ministero dell’Economia e delle finanze è mero esecutore. Era da Norimberga che non la sentivo sta scemenza.

Vendola: gli insegnanti non meritano questa umiliazione. Come se la colletta per la carta igienica fosse un vanto.

I ministri dell’economia e dell’istruzione hanno dimostrato una grande preparazione. Nello scaricabarile.

Renzi: governo rimedi alla figuraccia, il PD su questo non mollerà. Mi rinfreschi le idee, di quale partito è il Primo Ministro?

Saccomanni è al ministero dell’Economia e delle finanze a sua insaputa, a quanto pare.

Renzi: il taglio agli insegnanti è assurdo. E non è l’unica cosa assurda, in Italia.

Secondo la Carrozza ministri e governo non sapevano nulla sul recupero dei 150 euro. Cosa aspettate a candidare il Mago Otelma?

Renzi: bene il governo, ora tocca al lavoro. Preleveranno i 150 euro dai disoccupati.

 

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