Dove si coltivano idee storte ma ben piantate.

Articoli con tag ‘G8’

Pronto? Chi ascolta?

Di cose ne sono successe un bel po’, ultimamente. Concentriamoci su due in particolare: il datagate e l’uscita dell’Italia dal G8.
Pare, si dice, si mormora che quei mattacchioni di americani non abbiano la benché minima intenzione di campar cent’anni: sembra che dai tempi del Watergate non abbiano ancora perso il vizietto di ascoltare le conversazioni altrui. Soprattutto quelle dei governi italiano e tedesco.
Nel frattempo, visto che le disgrazie non arrivano mai da sole, il nostro paese è uscito dal G8 quindi, a meno che non si decida di fare un G9 o un G10, viene tagliato fuori dalle decisioni importanti. Ottimo concime per le piantine del mio ScEMENZAIO. Forse un po’ troppo, a guardar bene…

Gli Stati Uniti spendono miliardi di dollari per spiare gli italiani. Ma non bastava collegarsi a Facebook?

Il governo italiano spiato dagli americani. A Letta è venuto il sospetto vedendo che Obama tratteneva a stento le risate.

Siamo fuori dal G8. Finalmente una buona notizia! Per la città di Genova, intendevo.

Kerry: ma è vero che in Italia i fagiolini costano 80 euro al chilo?
Letta: e lei come fa a saperlo?
Kerry: ehm…

Con l’uscita dal G8 l’Italia sta scivolando verso il basso. Proprio come la merda nei tubi.

La politica dell’austerity non rilancia l’economia, lo prova la nostra uscita dal G8. Qualcuno traduce questa frase in tedesco?

Alla domanda “questa linea è sicura?”, Kerry risponde “certo, è sicuro che è intercettata da noi!”

L’Italia rischia di uscire dal G8. Come al solito, ci tocca sperare nel ripescaggio.

Datagate: gli Stati Uniti intercettavano il governo italiano. Obama deve aver finito i sonniferi.

Gli Stati Uniti smentiscono di aver intercettato la Merkel. Almeno, non nelle ultime 24 ore.

 

Gli americani spiano i telefoni italiani. Ma non sanno che da noi i messaggi veramente importanti viaggiano sui pizzini.

La Merkel alza il telefono per chiamare Obama. La cosa strana è che ha risposto prima che lei facesse il numero.

 

 

G8 e Turchia: modi diversi di farsi del male.

Oggi inizia il G8 e in Turchia continuano le proteste, con conseguente repressione da parte del governo. Cacchio, manca solo più la lanterna poi pare di stare a Genova! Al G8 parleranno di Siria e lavoro, in Turchia non parlano e passano direttamente al manganello. E intento il mondo resta a guardare.

Bulen Arinc: la polizia turca userà tutta l’autorità di cui dispone. E magari anche un po’ di più.

Erdogan: non riconosco il Parlamento dell’Unione Europea. E nemmeno la sua popolazione, a quanto pare.

Ankara: fotografo italiano ferito e fermato. Anche il diritto di cronaca è illegale in Turchia.

G8 al via, sul tavolo Siria e lavoro. Consiglio anche un buon detersivo per togliere le macchie di sangue dalle superfici.

Oggi Letta vedrà Obama. Spero solo che non chieda consigli sulle lampade abbronzanti.

Dal G8 Barroso dice stop ai paradisi fiscali. Tipo l’Italia, dove se hai 2 soldi non serve nasconderli: basta evadere le tasse

G8, Obama esalta il processo di pace irlandese. L’ho sempre detto che la birra aiuta a distendere i nervi.

G8: Letta vede tutti i grandi. Ancora non si sa se i grandi vedranno Letta.

Turchia, usate sostanze urticanti negli idranti. Il governo promette di rimediare presto, usando la benzina.

Letta arriva dai Grandi con due parole chiave: crescita e lavoro. Anche i Grandi hanno due parole chiave: “ti” e “piacerebbe”

 

Governo Turco: lo sciopero è illegale. Anche la democrazia, a quanto pare.

 

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