Dove si coltivano idee storte ma ben piantate.

Oggi si chiudono le votazioni per l’elezione alla carica di sindaco in molti comuni italiani, tra i quali Roma: dopo che i romani son stati sballottati per bene, ecco che presto decideranno chi sarà il primo cittadino. In vantaggio, senza bisogno di attendere le proiezioni, è chiaramente il partito dell’astensionismo: due italiani su tre han preferito fare il ballottaggio tra la montagna e il mare. Io no, io ho le idee chiare: voto per le piante del mio ScEMENZAIO.

A Roma l’affluenza alle urne è stata talmente bassa che verrà nominato sindaco colui che estrarrà la pagliuzza più corta.

Nei comuni italiani il problema delle buche è molto sentito. Ecco perché gli elettori hanno dato buca…

Non voto più, me ne vado. [Mina, commentando l’affluenza alle urne]

Siamo talmente disperati che se alle elezioni si presentasse Emanuele Filiberto probabilmente le vincerebbe.

Alemanno: con il vostro voto vincerò questa sfida per il bene di Roma. Ed ecco spiegato il forte astensionismo.

Alemanno porta a votare anche sua madre. Ma lei ha votato per Marino.

A Roma l’affluenza alle urne è stata talmente bassa che il sindaco verrà eletto con l’applausometro.

Calano consumi, PIL e affluenza alle urne. Una normale giornata italiana, quindi.

 

Solo 1 italiano su 3 crede nel voto. Gli altri 2 si affidano agli ex-voto.

 

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